Sale Docks

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Il progetto S.a.L.E. nasce dalla convinzione che la produzione artistica e, più in generale, la produzione culturale, rappresentino due degli aspetti costituenti delle metropoli contemporanee. L’aggettivo globale, infatti, può venire affiancato al sostantivo città solo in presenza di tessuti urbani in cui si concentrino aspetti produttivi legati al terziario avanzato, ai cosiddetti servizi d’eccellenza. È la produzione immateriale, quella basata sul lavoro cognitivo, sulla gestione delle reti di comunicazione e la produzione di linguaggi, a caratterizzare uno scarto di livello tra le città. Ma la produzione di linguaggi non è appannaggio esclusivo delle forze produttive neoliberiste. Le metropoli, infatti, si alimentano e crescono all’interno di una dialettica in cui il lavoro immateriale, gli affetti e la creatività vengono dispiegati dentro l’economia dei servizi, come accennato in precedenza, ma anche dentro ad un tessuto sociale diversificato che li declina in forma critica, libera da diritti d’autore e conflittuale. Il progetto S.a.L.E. punta, all’interno di una città come Venezia, ad attivare questo secondo polo, a fornire alla città lagunare un luogo di produzione culturale senza cui essa rischierebbe di ritrovarsi sempre più fedele al proprio stereotipo di città museificata, punto d’attrazione di un turismo d’élite: bacheca prestigiosa di una contemporaneità fabbricata altrove. L’arte contemporanea diventa l’ossatura del nostro progetto grazie alla sua natura di efficace sentinella dei linguaggi che strutturano le nostre società, grazie alla sua abilità nel decifrarli e remixarli e alla sua capacità di problematizzare il confine tra fiction e documentario, ma non solo. Per noi del S.a.L.E. l’arte contemporanea ha la potenzialità di farsi produzione, cioè di non limitarsi a dover esprimere, ma di essere, in prima persona, veicolo di desideri individuali e collettivi, motore di produzione di realtà, di critica e di trasformazione della metropoli. Il progetto S.a.L.E. ha l’ambizione di impiegare competenze “alte” partendo “dal basso”, di lavorare costantemente con gli studenti d’arte delle facoltà veneziane e, contemporaneamente, di realizzare un programma di mostre e seminari in cui artisti di fama internazionale presentino lavori e punti di vista caratterizzati da una costante attitudine al confronto con le contraddizioni del presente.